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Italy–China Cave Rescue Training 2017: i tecnici speleo italiani che insegnano ai cinesi

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Che il soccorso alpino e speleologico Itliano fosse una sorta di élite a livello Europeo (e oserei dire anche Mondiale a questo punto) non c’è dubbio. Questo pensiero, oltre a chi collabora con loro quotidianamente, è stato condiviso dai soccorritori cinesi, dove al momento, l’elisoccorso, è ancora (in generale) in una fase di nascita, si potrebbe definire quasi embrionale.

Così nasce il progetto Italy–China Cave Rescue Training 2017, che consiste nell’affiancamento e nell’istruzione dei soccorritori cinesi da parte di alcuni docenti esperti della Scuola Nazionale Tecnici del Soccorso Alpino.

Il giorno 22 Febbraio 2017, dunque, i nostri tecnici sono partiti per la Cina, per la precisione per il distretto di Fengshan dove, dopo alcuni giorni di prospezione e “perlustrazione” del territorio, sono iniziati i veri e propri giorni di corso. I 30 futuri tecnici Cinesi, hanno appreso nozioni di prevenzione, gestione delle fasi di un soccorso, autosoccorso, mobilitazione della barella e tutte quelle che sono le tecniche di sicurezza per la movimentazione di feriti ed equipaggiamenti.

Al termine del corso, durato per l’appunto 2 settimane, i tecnici Cinesi hanno gioiosamente salutato e ringraziato i docenti italiani.

Il termine di questo corso, infatti, segna un nuovo inizio per la Cina, dove, già dalle prossime settimane, inizieranno i tavoli di discussione per organizzare e pianificare l’istituzione di un servizio professionale di soccorso nazionale, fino ad ora quasi inesistente.

Inoltre, il CNSAS, in un comunicato stampa riferito alla Italy–China Cave Rescue Training 2017, afferma che

Sul piano didattico la SNaTSS si arricchisce di un’esperienza che va a consolidare il già ricco bagaglio di contatti con organizzazioni estere; in particolare, la barriera linguistica, invalicabile, ha determinato ancora una volta la necessità di procedere nella formazione attraverso gli esempi: molti esempi e poche parole è forse la lezione più interessante di questo corso. Molto importante è stato il confronto: il modello del soccorso italiano, esportato in un ambiente particolare come quello cinese, ci ha fatto guardare le cose da un altro punto di vista; probabilmente, in tale contesto, dovremmo ridisegnare molti degli schemi operativi ed organizzativi che a casa nostra sono dogmi intoccabili.

Quella effettuata dunque dai nostri tecnici, oltre ad essere stata un’esperienza formativa per i colleghi cinesi, è stata anche formativa per lo stesso CNSAS.

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Principe Saudita regala un castello alla Croce Rossa

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Si tratta di una delle più importanti e generose donazioni benefiche fatte quest’anno in Italia. Il principe saudita Al-Walid bin Ṭalāl bin Abdualazīz Āl Saūd, presidente della Kingdom Holding Company, una delle più grandi Holdings al Mondo (pensate, con un fatturato di oltre 13 Miliardi di dollari) ha regalato un meraviglioso castello del valore di 16 milioni di euro alla Croce Rossa Italiana. Si tratta della residenza nobiliare di Castagneto Po, in Piemonte, dotata di 40 stanze, con stucchi e dipinti rinascimentali e un parco di 70 ettari.

Villa Ceriana era stata acquistata dal principe saudita alcuni anni fa dalla famiglia di Carla Bruni. L’annuncio del passaggio di proprietà è avvenuto oggi con un protocollo firmato tra la Alwaleed Philanthropies e la Croce Rossa che ora si  occuperà delle ristrutturazioni per trasformare questa prestigiosa proprietà del XI secolo in un centro di training, formazione e meeting per volontari e popolazione.

La struttura potrà ospitare i volontari della Croce Rossa (oltre 160.000 in Italia) e assicurare la preparazione operativa al servizio del più grande network umanitario del mondo, costituito dalla Croce Rossa Internazionale e dal Movimento della Mezzaluna Rossa. La Alwaleed Philanthropies finora ha stanziato più di quattro miliardi di dollari a favore del welfare sociale per combattere la povertà nel mondo. Alwaleed Philanthropies afferma di lavorare per costruire ponti verso un mondo più compassionevole, tollerante e aperto.

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Curiosità

Immigrato stacca a morsi il dito di un agente. La polizia spara col Taser

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I fatti si sarebbero consumati nella notte di venerdì 23 novembre, a Milano, in via Mambretti, via periferica a metà strada tra Certosa e Quarto Oggiaro.

Alcuni passanti chiamano le forze dell’ordine per mezzo del NUE segnalando un uomo che stava devastando dei finestrini di alcune auto in sosta. Successivamente, l’uomo, avrebbe preso un martello per rompere le pensiline della vicina Stazione Certosa. Di lì a poco, sul posto, si precipitano  cinque volanti della  Polizia di Stato. L’uomo, un Egiziano però,  aggredisce però i poliziotti e, quando uno degli agenti si avvicina per disarmarlo, il giovane (di circa 34 anni) gli stacca a morsi un pezzo di polpastrello della mano sinistra.

Immediatamente, sono stati richiesti i soccorsi per il poliziotto il quale, trasportato all’ospedale di Sesto San Giovanni è stato sottoposto a delle visite dalle quali, purtroppo, è emerso che l’unica possibilità era quella di amputare il polpastrello. Al momento, è ancora ricoverato, la sua prognosi è di circa 50 giorni.

Per arrestare il malvivente, per la prima volta in Italia, i poliziotti hanno seguito il protocollo e sono stati costretti ad utilizzare il taser, la pistola “elettrica” in dotazione da qualche mese alle forze dell’ordine. Esulta il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Complimenti alle forze dell’ordine – ha commentato il leghista – Quanto successo a Milano conferma l’importanza di estendere l’uso del taser, come previsto nel decreto sicurezza, per essere ancora più efficaci nel contrastare i malviventi. Dalle parole ai fatti”.

L’egiziano, già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato trasportato in forte stato di agitazione all’ospedale Luigi Sacco e ora dovrà rispondere dell’accusa di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

FONTE

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