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AVY One ed i droni da ricerca e soccorso

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I droni sono senza alcun dubbio degli strumenti che negli ultimi anni, nel campo del soccorso, si stanno rivelando decisamente utili per le loro prestazioni. Il fatto di poter raggiungere qualsiasi luogo con oggetti di piccole dimensioni a pilotaggio remoto, consentirà (e già lo fa tutt’ora in alcuni luoghi) di trasportare defibrillatori e non solo.

La ricerca, è in continuo avanzamento ma da poco, si è raggiunto un traguardo importantissimo. Stiamo parlando della nascita di AVY, un innovativo drone SAR sviluppato dall’omonima azienda, in collaborazione con l’ESA.

Il drone Search And Rescue di Avy è capace di percorrere lunghe distanze, può localizzare imbarcazioni e, se necessario, lanciare materiale di salvamento come giubbotti di salvataggio, rescue can, cibo e medicine. Un’applicazione utile alla quale subito si è pensata, riguarda il soccorso dei migranti nel Mar Mediterraneo.

Diamo insieme un’occhiata al video di presentazione di Avy One

A coronare il successo e l’innovazione di Avy One Search and Rescue è stato il titolo di finalista conseguito al  “Drones for good”, una nota e prestigiosa competizione internazionale di droni a Dubai. Ha gareggiato contro migliaia di velivoli concorrenti, sviluppati e provenienti da tutte le parti del Mondo.

Un’altra versione di questo drone, il modello Avy Life, è ottimizzato e specializzato per far fronte al trasporto di organi per trapianti da un ospedale all’altro. Per questo tipo di missione, il drone Avy Life è equipaggiato con un frigorifero per mantenere e garantire le perfette condizioni dell’organo  durante il volo. Una simile applicazione di questo mezzo, ridurrebbe notevolmente il tempo di trasferimento da ospedale ad ospedale, consentendo una maggiore rapidità d’intervento per trasportare anche il sangue, là dove necessario.

Per quanto riguarda l’applicazione dei droni nell’ambito del soccorso in mare, ne esistono decine e decine di modelli. Tra tutti, però, abbiamo deciso di presentarvi PULSOS.

Questo drone, pilotato dalla riva da un lifeguard, riesce a coprire grandi distanze e resistere a forti raffiche di vento, arrivando esattamente sopra al target (la persona che necessita di essere soccorsa) e rilasciare un salvagente anulare. Un presidio di primo soccorso utile alla vittima per galleggiare nell’attesa dell’arrivo del soccorritore. Al momento, non sono ancora in utilizzo, specialmente in Italia dove si attende una regolamentazione chiara in merito all’utilizzo di questo genere di mezzi di soccorso.

Su terra, invece, vediamo un progetto Olandese di un drone-AED (drone defibrillatore) che, pilotato dalla centrale, arriva sul target e consente di defibrillare la vittima seguendo indicazioni dalla centrale ed inviando dati all’ équipe medica.


L’ ingegnere Alec Momont, ideatore dei droni ambulanza utilizzati in Olanda, spiega che questo è una vera “valigetta volante” con un kit di proto soccorso. Il drone, localizza chi fa la chiamata tramite il segnale Gps. All’interno del drone, è contenuto un defibrillatore, una dose di insulina ed una maschera d’ossigeno. Il drone ambulanza può trasportare fino a 5 kg e permette di percorrere una distanza di 14 km quadrati in appena 1 minuto. In questo modo, quindi, grazie al drone ambulanza, il paziente riuscirà ad ottenere un soccorso immediato in pochissimo tempo.

 

In Italia, l’argomento droni è stato affrontato principalmente dalla Croce Rossa Italiana la quale ha recentemente inaugurato il centro di formazione per piloti di Droni a Bologna. I tecnici che verranno selezionati, potranno pilotare questo meraviglioso velivolo

 

Questi droni, pilotati dai tecnici formati dal centro di Bologna, verranno utilizzati per operazioni di Ricerca e Soccorso, sia urbana che extra-urbana ma non solo. I droni come il piccolo “IA-3 Colibrì” e il più grande ”SD-150 Hero”, entrambi prodotti dalla IDS, verranno utilizzati dall’area operativa SAPR ( Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto) sono, al momento, i più innovativi del settore in Italia.

Ma non è solo la Croce Rossa ad utilizzare i droni. Ne abbiamo potuto vedere un ampio utilizzo da parte dei Vigili del Fuoco, durante il terremoto di Amatrice e la slavina di Rigopiano. Grazie ad essi, è stato possibile avere un punto di vista dall’alto immediato, preciso e ad altissima definizione. L’acquisizione delle immagini dai droni, ha consentito di effettuare mappature del territorio e creare nuovi punti di riferimento per i soccorritori, visto che strade ed edifici non c’erano più.

 

Insomma, i droni, non sono solo un utile strumento per il video-making e per la fotografia (che precedono la diffusione sui mass-media) ma anche per il soccorso ed il salvataggio. In un prossimo futuro, vedremo queste tecnologie sbarcare anche in Italia dove esistono diversi progetti simili, anche per il soccorso oltre che per la ricerca aerea.

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Contromano in Autostrada, il bilancio e’ tragico

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Uno scontro frontale tra due auto è avvenuto ieri sera lungo la Statale 38 dello Stelvio, in Valtellina, in territorio di Cercino: hanno perso la vita i cinque occupanti di una Fiat Panda di cui quattro residenti a Tirano (Sondrio) e uno a Bologna e il conducente della Fiat 500 X, quest’ultimo residente a Como. Un bilancio drammatico di sei vittime di età compresa fra i 20 e i 52 anni.

Lo scontro frontale è avvenuto all’altezza dello svincolo dove la strada passa da doppia corsia per senso di marcia a corsia unica, appena prima del nuovo tratto da poco inaugurato della variante di Morbegno: una delle due vetture (ancora non è certo quale) ha effettuato l’accesso dello svincolo in contromano. Il violento impatto ha causato l’incendio della Fiat 500 X a bordo della quale c’era il solo conducente, A.G. di 52 anni di Como, estratto dall’abitacolo morto dai Vigili del fuoco. Morti sul colpo anche tutti i cinque occupanti dell’altra vettura.

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Spray urticante dentro la scuola: 30 studenti intossicati

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++FLASH NEWS++

A poche ore dalla strage avvenuta nella discoteca di Ancona, lo spray al peperoncino torna il triste protagonista di un nuovo atto volto a ledere l’incolumità dei giovanissimi, stavolta studenti durante una lezione.

Una trentina di studenti dell’Istituto tecnico-industriale “Cardano” di via Giuseppe Verdi a Pavia sono stati accompagnati in ospedale dal 118 per un’intossicazione causata da spray al peperoncino. Lo ha segnalato l’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu) di Milano, spiegando che si tratta di “codici verdi”, trasportati in gran parte al policlinico San Matteo. Quello che si è verificato, è stato un maxi-intervento che, coordinato da AREU si sta svolgendo ormai da qualche minuto ed è tutt’ora in corso.

Secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato utilizzato dello spray urticante.

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