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Elisoccorso e sport estremi. E’ giusto che chi si fa male paghi?

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L’elisoccorso, è sempre stata una punta di diamante del soccorso tricolore, tanto che i nostri uomini sono addirittura stati chiamati in Cina per spiegarne le tecniche principali di questo complesso mestiere. Allo stesso tempo, come ogni servizio, specialmente se di èlite, richiede personale specializzato e mezzi dalle prestazioni elevate. Questo, comporta anche costi elevati. Costi che negli ultimi anni, sempre più spesso, si sta pensando di addebitare a coloro che richiedono un intervento di soccorso per una causa non “accidentale” ma ben sì “voluta”.

L’utente, dovrebbe dunque sostenere una compartecipazione delle spese dell’intervento qualora lui e le sue azioni fossero in un certo senso la causa diretta del suo male. Praticando uno sport estremo, ad esmepio, si è perfettamente a conoscenza dei rischi ai quali si va in contro.

L’obiettivo è quello di valorizzare l’operato del Soccorso alpino e speleologico (Cnsas) del Friuli Venezia Giulia e potenziarne le funzioni di coordinamento negli interventi di soccorso, dandogli dunque un ruolo di riferimento esclusivo per l’attuazione del soccorso sanitario in area montana.

Il provvedimento, tocca in modo piuttosto deciso il tema della compartecipazione alle spese di soccorso e recupero da parte dell’utente, per interventi di trasporto e soccorso in due casi

  1. Quelli privi di emergenza sanitaria
  2. Quelli con emergenza sanitaria in caso di eventi legati alla pratica di sport estremi. In quest’ultimo caso viene però a configurarsi un problema di scelta delle attività sportive a maggior rischio, attività che spesso comportano complesse operazioni di recupero dell’infortunato. In questo caso le nuove norme del Friuli Venezia Giulia prevedono una compartecipazione anche qualora l’intervento sia seguito da ricovero e accertamenti sanitari.

 

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Valanga in Val Venosta: il bilancio è tragico

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Una valanga è caduta in Val Venosta, Trentino Alto Adige, travolgendo alcuni sciatori. I soccorritori sono riusciti ad estrarre vivi da sotto la neve prima una donna tedesca di 45 anni e poi sua figlia di undici. Le loro condizioni, apparse sin da subito gravi, non le hanno lasciato speranze. Nonostante i tentativi di rianimarle e la corsa in ospedale, le due, sono decedute.

Un elicottero decollato da Trento e dotato di visori notturni è riuscito ad atterrare sul posto, ha imbarcato i feriti e li ha trasportati in ospedale ma l’operazione è stata resa difficile dal forte vento e dalle condizioni di scarsissima visibilità. La comitiva di nove persone, di nazionalità tedesca, è stata sorpresa dalla valanga durante un percorso fuoripista: cinque persone non sono state toccate dalla slavina, due sono rimaste intrappolate ma per poco tempo e sono state estratte dalla neve dai soccorritori illese.

La donna è stata trovata sotto un metro di neve direttamente sopra la bambina, come se fino all’ultimo la volesse proteggere. La slavina si è staccata a 2.600 metri di quota e aveva un fronte di 100-150 metri. Il gruppo di scialpinisti tedeschi, che si trovava molto più in basso a 2.100 metri in una zona piuttosto sicura del pendio, ha osservato il distacco e tutti, tranne appunto la madre e la ragazzina, sono riusciti a mettersi in salvo. Per domani, appena le condizioni meteorologiche lo permetteranno, sarà effettuato un sopralluogo, ma il vento e la neve probabilmente avranno cancellato molti elementi utili per stabilire la causa della valanga ed eventuali responsabilità. Il rischio valanghe ieri era marcato (grado 3 di 5), oggi lungo la cresta di confine addirittura forte (grado 4).

(Fonti, Ansa.it e Today.it)

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C.N.S.A.S.

Scivolano per 300 metri sul Terminillo: feriti due escursionisti

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Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) del Lazio è intervenuto questa mattina sul monte Terminillo, in provincia di Rieti, per recuperare due escursionisti infortunatisi in località Valle del Sole. I due, entrambi uomini residenti in provincia di Roma di 38 e 52 anni, hanno percorso il canalone centrale del Monte Terminillo con il loro cane. Giunti in vetta, resisi conto che il loro cane non poteva ripercorrere l’itinerario di andata, hanno deciso di scendere sulla via normale. Durante la discesa, presumibilmente per la caduta di uno dei due, entrambi sono scivolati per oltre 300 metri.

Uno dei due uomini ha riportato diversi traumi e l’altro un lieve trauma cranico e un trauma alla spalla. Sul posto, per i soccorsi sono intervenuti i tecnici del Soccorso Alpino della Stazione di Rieti, gli uomini della Polizia di Stato in servizio al Terminillo, l’elicottero sanitario del 118 della Regione Lazio con a bordo un tecnico di elisoccorso del CNSAS e l’elicottero dei Vigili del Fuoco.

Il primo infortunato è stato imbarellato dai tecnici del Soccorso Alpino, tra questi un operatore sanitario, e caricato a bordo dell’elicottero dei Vigili del Fuoco. Il secondo infortunato è stato posizionato su una barella portantina e trasportato a valle per poi essere consegnato all’ambulanza del 118 giunta nel punto accessibile più prossimo al luogo dell’incidente.

 

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