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Curiosità

Come funziona il NUE112?

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Il NUE112 è il Numero Unico delle Emergenze, promosso dall’Europa.

Il Numero Unico delle Emergenze, si occupa in poche parole di canalizzare tutte quelle che sono le chiamate di emergenza in un unico numero, per annullare la confusione dei vari e molteplici numeri di emergenza, corrispondenti singolarmente ad ogni corpo (112, 113, 115, 117, 118 ecc.ecc.).

Ma vi siete mai chiesti che cosa accade nel momento in cui viene composto il numero 112 sul tastierino del vostro cellulare?

Per prima cosa, verrai connesso alla centrale del NUE112 più vicina a te. Immediatamente dopo, entrerai in contatto con l’operatore del “Call Center” che prenderà in carico la tua chiamata. Il 112, offre anche un servizio di traduzione multilingue, per offrire un’assistenza tempestiva anche in altre lingue, differenti dall’italiano e dell’inglese. Se necessario, quindi, potrà essere attivata una teleconferenza per la traduzione multilingue e inizia la compilazione della scheda contatto.

 

Schema AREU

Una volta in gestione, l’operatore avrà accesso al CED (Centro Elaborazione Dati, una sorta di mega cervellone con i dati di tutti gli Italiani) del Viminale che gli consentirà di raccogliere e verificare in pochissimi istanti (4/5 secondi) i tuoi dati anagrafici e la tua posizione (sia da telefono fisso che mobile). Anche questi dati, raccolti nella prima parte della telefonata, verranno inclusi nella scheda contatto.

Nella seconda parte della telefonata, l’operatore procederà alla classificazione dell’evento individuandone la tipologia e l’ente da attivare (Vigili del Fuoco, Polizia ecc.ecc.). Una volta effettuata questa classificazione e raccolti i dati del chiamante, la scheda verrà inviata in tempo reale alla sala operativa dell’ente preposto, il quale prenderà in gestione il “caso” e provvederà ad inviare le risorse opportune.

L’intero processo viene completato mediamente in un tempo medio tra i 40 e 50 secondi e tutto il traffico telefonico, incluse le conversazioni, è registrato.

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Curiosità

Principe Saudita regala un castello alla Croce Rossa

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Si tratta di una delle più importanti e generose donazioni benefiche fatte quest’anno in Italia. Il principe saudita Al-Walid bin Ṭalāl bin Abdualazīz Āl Saūd, presidente della Kingdom Holding Company, una delle più grandi Holdings al Mondo (pensate, con un fatturato di oltre 13 Miliardi di dollari) ha regalato un meraviglioso castello del valore di 16 milioni di euro alla Croce Rossa Italiana. Si tratta della residenza nobiliare di Castagneto Po, in Piemonte, dotata di 40 stanze, con stucchi e dipinti rinascimentali e un parco di 70 ettari.

Villa Ceriana era stata acquistata dal principe saudita alcuni anni fa dalla famiglia di Carla Bruni. L’annuncio del passaggio di proprietà è avvenuto oggi con un protocollo firmato tra la Alwaleed Philanthropies e la Croce Rossa che ora si  occuperà delle ristrutturazioni per trasformare questa prestigiosa proprietà del XI secolo in un centro di training, formazione e meeting per volontari e popolazione.

La struttura potrà ospitare i volontari della Croce Rossa (oltre 160.000 in Italia) e assicurare la preparazione operativa al servizio del più grande network umanitario del mondo, costituito dalla Croce Rossa Internazionale e dal Movimento della Mezzaluna Rossa. La Alwaleed Philanthropies finora ha stanziato più di quattro miliardi di dollari a favore del welfare sociale per combattere la povertà nel mondo. Alwaleed Philanthropies afferma di lavorare per costruire ponti verso un mondo più compassionevole, tollerante e aperto.

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Curiosità

Immigrato stacca a morsi il dito di un agente. La polizia spara col Taser

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I fatti si sarebbero consumati nella notte di venerdì 23 novembre, a Milano, in via Mambretti, via periferica a metà strada tra Certosa e Quarto Oggiaro.

Alcuni passanti chiamano le forze dell’ordine per mezzo del NUE segnalando un uomo che stava devastando dei finestrini di alcune auto in sosta. Successivamente, l’uomo, avrebbe preso un martello per rompere le pensiline della vicina Stazione Certosa. Di lì a poco, sul posto, si precipitano  cinque volanti della  Polizia di Stato. L’uomo, un Egiziano però,  aggredisce però i poliziotti e, quando uno degli agenti si avvicina per disarmarlo, il giovane (di circa 34 anni) gli stacca a morsi un pezzo di polpastrello della mano sinistra.

Immediatamente, sono stati richiesti i soccorsi per il poliziotto il quale, trasportato all’ospedale di Sesto San Giovanni è stato sottoposto a delle visite dalle quali, purtroppo, è emerso che l’unica possibilità era quella di amputare il polpastrello. Al momento, è ancora ricoverato, la sua prognosi è di circa 50 giorni.

Per arrestare il malvivente, per la prima volta in Italia, i poliziotti hanno seguito il protocollo e sono stati costretti ad utilizzare il taser, la pistola “elettrica” in dotazione da qualche mese alle forze dell’ordine. Esulta il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Complimenti alle forze dell’ordine – ha commentato il leghista – Quanto successo a Milano conferma l’importanza di estendere l’uso del taser, come previsto nel decreto sicurezza, per essere ancora più efficaci nel contrastare i malviventi. Dalle parole ai fatti”.

L’egiziano, già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato trasportato in forte stato di agitazione all’ospedale Luigi Sacco e ora dovrà rispondere dell’accusa di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

FONTE

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