SaveMyLife, al momento, è in fase di realizzazione. Si tratta ancora infatti di un progetto “in cantiere” ideato da un giovane studente liceale di Roma.

L’applicazione, candidata al concorso #NATIPER di AXA (QUI la pagina della app) ha da subito destato la curiosità di alcuni lettori che hanno immediatamente provveduto a segnalarcela. Il funzionamento, è tanto utile quanto complesso, ma noi cercheremo di spiegarvelo al meglio.

L’applicazione SaveMyLife, conterrà un complesso algoritmo elaborato con l’aiuto di medici anestesisti e rianimatori, in grado di guidare qualsiasi utente in un’operazione di primo soccorso. Tutto ciò che dovrà fare l’utente è selezionare da un menù rapido i segni ed i sintomi che presenta il paziente oppure cliccare direttamente sulla patologia (qualora fosse conosciuta). All’utente, verrà poi mostrata una schermata informativa per vedere se la patologia corrispondente è corretta o meno e, qualora lo fosse, verrà aperta la guida virtuale, completa di tutte le manovre di primo soccorso e gli accorgimenti, elargiti da un messaggio vocale e a video. L’utente verrà dunque guidato attraverso tutto il soccorso, con le indicazioni degli esperti.

In caso di arresto cardiaco, invece, l’applicazione avvierà un sistema secondario, “mosso” da un algoritmo ancora più complicato del primo. Il telefono, verrà posto vicino al soccorritore al quale verrà mostrato come disporsi vicino al paziente. Successivamente, quando il soccorritore sarà pronto, potrà avviare la modalità di emergenza effettuando la rianimazione guidata. La rianimazione, verrà infatti guidata in ogni sua fase dall’applicazione la quale con un suono definirà il ritmo delle compressioni e allo stesso tempo manterrà il conto dei cicli. Finite le compressioni, all’utente verrà detto (sempre con l’uso di illustrazioni GIF) come effettuare le insufflazioni e, anche in questo caso, verrà mantenuto il conto. L’applicazione rimarrà in esecuzione e conterà cicli, insufflazioni e compressioni fino a quando l’utente non premerà “PAUSA” o “CHIAMATA DI EMERGENZA“. Nel primo caso, l’applicazione metterà in pausa il sistema di rianimazione assistita, interromperà momentaneamente il conto senza mai azzerare i risultati, i quali verranno memorizzati nel menù “rianimazioni”, con data, ora, posizione gps e altri dati utili. Nel secondo caso, invece, l’utente verrà portato a una schermata con un testo precompilato, generato ogni volta in base ai sintomi indicati, contenute tutte le informazioni anagrafiche e quelle relative alla posizione, alle condizioni del paziente ed alle operazioni eseguite (numero di cicli RCP). Grazie a questo compositore di chiamata, l’utente saprà esattamente che cosa dire agli operatori della centrale operativa risparmiando tempo ed aumentando le possibilità di sopravvivenza del paziente.

Approfondiamo invece il compositore di chiamata che è senz’altro un dettaglio estremamente interessante di questa applicazione. In Italia, infatti, moltissime persone ancora non sono in grado di effettuare una chiamata al 118 o al 112. La confusione, genera panico e, dunque, perdita di tempo o imprecisione nel fornire le informazioni fondamentali. Grazie al compositore di chiamata, invece, tutto verrà effettuato automaticamente e l’utente dovrà solo leggere un testo a video alla centrale operativa. Questo compositore, raccoglierà tutte le informazioni relative ai sintomi indicati dall’utente, alla sua posizione, ai suoi dati anagrafici ed alle manovre eseguite. Genererà dunque un testo di questo genere:

Mi chiamo Mario Rossi, mi trovo a Roma in Viale Trastevere 160, sto assistendo un uomo di circa 40 anni incosciente che non respira. L’uomo è per terra, non perde sangue. Non ci sono persone coinvolte. Dall’inizio del mio intervento ho effettuato circa 4 cicli di RCP senza alcun risultato.

 

Chiaramente, il testo verrà generato ogni volta per ogni caso, includendo tutti i dettagli che verranno raccolti dall’applicazione sulle condizioni dell’utente e sulla posizione del soccorritore.

L’applicazione ci è sembrata senza dubbio innovativa, funzionale e senz’altro utile. Speriamo di vederla presto sui nostri smartphone!

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