E’ successo ieri sera, in pieno Centro a Torino, verso le 10 di sera.

Oltre 20mila persone erano scese in piazza per guardare la finale di Champions davanti ad un maxi-schermo, allestito per l’occasione.

All’improvviso, l’esplosione di un piccolo petardo, complice il terrore e la paura dovuti agli ultimi fatti di cronaca, ha causato nelle persone circostanti una situazione di panico, la quale, rapidamente, si è trasmessa a tutta la folla. Nella fattispecie, le persone che non hanno visto il petardo esplodere, hanno ritenuto che si trattasse di una bomba.

Il pensiero di un’esplosione, è stato quasi “confermato” -aggravando la situazione- dalla caduta di un parapetto del parcheggio situato nelle vicinanze della piazza. I due fortissimi rumori, “scoppiati” a poco tempo l’uno dall’altro, hanno fatto pensare che si trattasse di un vero e proprio attentato terroristico.

In pochi istanti, la folla, urlando e correndo, si è diretta verso i bordi della piazza, abbandonando oggetti personali, amici e familiari che, complice la mischia, sono stati difficili da ritrovare. Come facilmente intuibile, in una simile situazione, il flusso di gente in fuga ha fatto sì che i più lenti ed anche coloro che erano inciampati, cadessero per terra, finendo calpestati da chi, come loro, stava fuggendo da un pericolo che però non esisteva.

Il bilancio, ammonta al momento a 1527 feriti, dai codici verdi ai codici rossi. Di questi, i più gravi sarebbero almeno 7 come dicono le agenzie di stampa locali ed i pronto soccorso. Un bambino di sette anni e mezzo, una ragazza di 27 e una terza persona, una donna, sono in condizioni molto critiche, in coma farmacologico.

Per tutelare la popolazione, è stato immediatamente attivato il piano di emergenza anti-terrorismo, visto il numero di chiamate al numero di emergenza e soprattutto i racconti dei chiamanti. Prefettura e questura, con i carabinieri, hanno coordinato i soccorsi. Punti di raccolta sono stati formati un po’ ovunque e i dispersi sono stati chiamati coi megafoni. I feriti sono aumentati di minuto in minuto. Il suono delle ambulanze è rimbombato in città almeno fino alle due di notte.

Sul posto, sono intervenute diverse unità dei Vigili del Fuoco i quali hanno provveduto, una volta sul posto, a garantire la sicurezza e la continuità dei soccorsi, aiutando le varie associazioni di soccorso sanitario giunte sul luogo.

Com’è facilmente intuibile, sul luogo di un simile episodio, le persone, prese dal panico, hanno abbandonato effetti personali come cellulari, zaini, borse e portafogli. Purtroppo, come accadde per Amatrice e per l’Aquila, sul posto, dopo poco tempo, sono arrivati i così detti “sciacalli” che hanno immediatamente tentato di impadronirsi di quanti più oggetti di valore possibile. Questi, al momento sembrerebbero essere due, sono stati arrestati dall forze dell’ordine

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