Massiccia operazione per evacuare circa 23 mila persone dal centro di Fano, dopo il ritrovamento martedì mattina di un ordigno bellico in un cantiere dell’Aser in viale Ruggeri sul lungomare Sassonia. Debbono essere allontanate le persone da case, strutture ed edifici pubblici nel raggio di circa 1.800 metri dal punto di ritrovamento della bomba. La decisione è stata adottata in serata dalla prefettura di Pesaro. L’evacuazione immediata è dovuta al fatto che l’ordigno è stato innescato accidentalmente durante alcuni lavori.

È previsto all’alba l’intervento di rimozione dell’ordigno. È quanto si legge nell’ordinanza del sindaco Massimo Seri, che parla di «un eccezionale e rischioso» dei militari, che dovranno far brillare l’ordigno in mare.

Nella notte il centro di Fano è deserto. Nessuno può entrare né a piedi né in auto nel perimetro di sicurezza, ovvero il raggio di circa 1.800 metri dal punto del ritrovamento, buona parte del centro storico. Le forze dell’ordine hanno cinturato l’area di rischio. Pochissime persone in giro, molte auto con i lampeggianti. Assolutamente off limits è la zona di massimo rischio, cioè nel raggio di 381 metri dall’ordigno nei pressi della spiaggia di Sassonia. Chi riesce ad arrivare lì viene immediatamente intercettato e bloccato delle forze di polizia, poi scortato più lontano.

Durerà fino a mercoledì alle 13 lo stato di allarme. «Si tratta di una misura precauzionale – spiega all’agenzia Ansa l’assessore alla Protezione civile Cristian Fanesi -. Mercoledì le scuole saranno chiuse, ma non appena la bomba sarà stata fatta brillare e avremo i permesso delle autorità militari la gente potrà tornare a casa».

Forze dell’ordine presidiano la zona dove è stato ritrovato il residuato bellico a Fano, 13 marzo 2018.

A Fano sono stati evacuati l’ospedale Santa Croce e la stazione ferroviaria. Bloccati anche i treni dalle 21:30, dato che la stazione (come l’ospedale) si trova nella zona di pericolo. Lo stop non interessa invece l’autostrada A14.

L’ordigno sarà fatto brillare in mare, con un’operazione congiunta tra Esercito Italiano e Marina Militare. La bomba, con una spoletta ritardata, sarà prelevata a ore e portata in mare aperto.

Nell’operazione sono impiegati mille soldati. Dovranno tra l’altro passare casa per casa, nell’area di sicurezza, in un raggio di 1.816 metri dal punto di ritrovamento della bomba.

Il sindaco di Fano Massimo Seri ha invitato i residenti nella zona di sicurezza, nel raggio di 1.800 metri dal punto di ritrovamento dell’ordigno bellico innescato accidentalmente, a dormire altrove, presso amici o parenti se ne hanno la possibilità. Parlando in diretta all’emittente locale Fano Tv, insieme al prefetto di Pesaro Urbino Carla Cincarilli, Seri ha elencato i quartieri che debbono essere evacuati. Si stanno comunque preparando dei centri di raccolta in palestre e altre strutture.

 

[AGGIORNAMENTO 6.45] la bomba è in mare, pronta per essere fatta brillare.

 

 

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