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Curiosità

Saluzzo, 2264 chiamate in una settimana: come sta funzionando il NUE

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2264 chiamate. Una media di oltre 250 al giorno. A tanto ammonta il flusso di richieste di soccorso ricevute dalla centrale operativa dell’emergenza sanitaria territoriale di Saluzzo, che gestisce l’intero territorio della provincia Granda, nel periodo compreso tra il 24 dicembre 2017 ed il 1 gennaio 2018. A confermarlo il dottor Luigi Silimbri, direttore facente funzione della struttura complessa. Non tutte le chiamate giunte alla centrale operativa si sono tradotte in un intervento vero e proprio di un mezzo di soccorso. Alcune di queste, infatti, si sono risolte con consulenze telefoniche da parte del medico presente 24 ore su 24 in centrale operativa. Altre sono state “dirottate” al servizio di continuità assistenziale (vale a dire la guardia medica).La stragrande maggioranza di chiamate, comunque, ha richiesto l’intervento di un mezzo di soccorso.

Il funzionamento della centrale

In pochi, eccetto gli addetti ai lavori, conoscono il funzionamento della centrale operativa, quella che, prima dell’entrata in vigore del numero unico per le emergenze 112 rispondeva al “118”. Per ogni turno è prevista la presenza di tre infermieri e di un medico “di centrale”. Due infermieri sono impegnati nella ricezione delle chiamate dall’utenza. Per ogni richiesta di aiuto i sanitari pongono una serie di domande, volta a cercare di definire con la maggior precisione possibile la situazione, ed il grado di gravità. Un dettaglio fondamentale, dal momento che in base alla valutazione il terzo infermiere in turno deciderà quale tipo di mezzo far intervenire. L’infermiere che gestisce le “missioni” delle ambulanze e dell’elicottero è lo stesso che si interfaccia con Enti esterni al sistema, come Vigili del fuoco e Forze dell’ordine.

Tutti gli interventi in zone impervie e non accessibili ai mezzi di terra vengono passate alla centrale operativa di Torino, dove è presente, 24 ore 24, un tecnico di Soccorso alpino che coordina questo tipo di operazioni. A monte della centrale operativa dell’emergenza sanitaria v’è, come abbiamo già accennato, la centrale unica di risposa del 112, il numero unico per le emergenze, che da quasi un anno (dal 31 gennaio 2017) risponde alle chiamate d’emergenza della provincia di Cuneo e di altre sei provincie di Piemonte e Valle d’Aosta.

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Curiosità

Principe Saudita regala un castello alla Croce Rossa

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Si tratta di una delle più importanti e generose donazioni benefiche fatte quest’anno in Italia. Il principe saudita Al-Walid bin Ṭalāl bin Abdualazīz Āl Saūd, presidente della Kingdom Holding Company, una delle più grandi Holdings al Mondo (pensate, con un fatturato di oltre 13 Miliardi di dollari) ha regalato un meraviglioso castello del valore di 16 milioni di euro alla Croce Rossa Italiana. Si tratta della residenza nobiliare di Castagneto Po, in Piemonte, dotata di 40 stanze, con stucchi e dipinti rinascimentali e un parco di 70 ettari.

Villa Ceriana era stata acquistata dal principe saudita alcuni anni fa dalla famiglia di Carla Bruni. L’annuncio del passaggio di proprietà è avvenuto oggi con un protocollo firmato tra la Alwaleed Philanthropies e la Croce Rossa che ora si  occuperà delle ristrutturazioni per trasformare questa prestigiosa proprietà del XI secolo in un centro di training, formazione e meeting per volontari e popolazione.

La struttura potrà ospitare i volontari della Croce Rossa (oltre 160.000 in Italia) e assicurare la preparazione operativa al servizio del più grande network umanitario del mondo, costituito dalla Croce Rossa Internazionale e dal Movimento della Mezzaluna Rossa. La Alwaleed Philanthropies finora ha stanziato più di quattro miliardi di dollari a favore del welfare sociale per combattere la povertà nel mondo. Alwaleed Philanthropies afferma di lavorare per costruire ponti verso un mondo più compassionevole, tollerante e aperto.

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Curiosità

Immigrato stacca a morsi il dito di un agente. La polizia spara col Taser

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I fatti si sarebbero consumati nella notte di venerdì 23 novembre, a Milano, in via Mambretti, via periferica a metà strada tra Certosa e Quarto Oggiaro.

Alcuni passanti chiamano le forze dell’ordine per mezzo del NUE segnalando un uomo che stava devastando dei finestrini di alcune auto in sosta. Successivamente, l’uomo, avrebbe preso un martello per rompere le pensiline della vicina Stazione Certosa. Di lì a poco, sul posto, si precipitano  cinque volanti della  Polizia di Stato. L’uomo, un Egiziano però,  aggredisce però i poliziotti e, quando uno degli agenti si avvicina per disarmarlo, il giovane (di circa 34 anni) gli stacca a morsi un pezzo di polpastrello della mano sinistra.

Immediatamente, sono stati richiesti i soccorsi per il poliziotto il quale, trasportato all’ospedale di Sesto San Giovanni è stato sottoposto a delle visite dalle quali, purtroppo, è emerso che l’unica possibilità era quella di amputare il polpastrello. Al momento, è ancora ricoverato, la sua prognosi è di circa 50 giorni.

Per arrestare il malvivente, per la prima volta in Italia, i poliziotti hanno seguito il protocollo e sono stati costretti ad utilizzare il taser, la pistola “elettrica” in dotazione da qualche mese alle forze dell’ordine. Esulta il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Complimenti alle forze dell’ordine – ha commentato il leghista – Quanto successo a Milano conferma l’importanza di estendere l’uso del taser, come previsto nel decreto sicurezza, per essere ancora più efficaci nel contrastare i malviventi. Dalle parole ai fatti”.

L’egiziano, già conosciuto alle forze dell’ordine, è stato trasportato in forte stato di agitazione all’ospedale Luigi Sacco e ora dovrà rispondere dell’accusa di resistenza e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

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