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Speciale, Italia in ginocchio: i danni del maltempo

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Sono giorni che il Bel Paese e’ flagellato, ininterrottamente, dal maltempo. Erano decenni che non si registravano simili danni e tutte le vittime totalizzate. Un record dell’orrore, frutto sicuramente dell’imprevedibilità di una simile perturbazione alla quale pero’, forse, anche l’uomo e l’incuria hanno contribuito. Abbiamo deciso di realizzare questo speciale per portarvi, passo passo, ad analizzare con noi tutti i danni in termini umani ed economici che ha comportato questa ondata di maltempo, con foto e video.

In Liguria, gia’ travolta dal disastro del Ponte Morandi, sono stati registrati danni enormi. Le forti mareggiate hanno coinvolto decine di imbarcazioni danneggiando anche le strutture portuali.

E’ stata gravemente danneggiata la produzione alimentare che ha registrato drastici cali per la produzione di latte e ortaggi, letteralmente bruciati o distrutti dal vento “sabbioso” e dalle tempeste altrettanto granulose.

In Lombardia, invece, i danni più ingenti sono stati registrati a Bergamo e provincia.

Il picco del maltempo si e’ registrato negli ultimi giorni del mese di Ottobre, dove in Valtellina una frana caduta nella frazione Villapinta, sulla strada provinciale, ha costretto il sindaco di Buglio in Monte, Walter Sterlocchi, ad emettere un’ordinanza di chiusura della strada che porta a Buglio in Monte. A Varese le fortissime raffiche di vento hanno scoperchiato una parte della stazione ferroviaria. A Milano molti alberi sono caduti sulle strade, sradicati dal vento.

Danni molto seri e pericolosi, sono stati registrati anche alle infrastrutture, come ad esempio in un’aula universitaria dove e’ letteralmente crollato il soffitto con gli studenti all’interno.

 

Tra tutte le regioni colpite, quella che ha subito di più i danni del maltempo e’ stata il Veneto. Negli ultimi giorni e’ stato devastato da immense frane per le piogge alluvionali. Sono state oltre 150 mila le persone che sono rimaste senza luce, 100 mila senza acqua potabile. Per quanto riguarda i danni “ambientali” sono stati oltre 500 mila gli alberi abbattuti dalle frane, che hanno comportato l’ostruzione di dighe e torrenti deviando il loro corso sui centri abitati. La regione è in ginocchio ed è stato chiesto dal governatore Zaia della Lega Nord lo stato di calamità naturale.

Nel Bellunese una frana è ancora in movimento e secondo la Protezione Civile almeno mille persone rischiano di essere sfollate. In più preoccupa il livello dei fiumi, primi fra tutti Po, Piave, Adige e Brenta. Ancora isolato l’Agordino, dopo l’imponente frana di venerdì. Ricordiamo inoltre il fenomeno dell’acqua alta che ha colpito la Laguna Veneta mercoledì, con l’acqua oltre 150cm che ha allagato il 70% di Venezia. I danni, in termini economici, sono stimati a circa 1 Miliardo di Euro.

In Trentino Alto Adige, i danni del Maltempo sono stati altrettanti, specialmente in termini di gravita’. Si registrano perdite produttive e danni per milioni di euro, nonché 2 vittime. Gli alberi spazzati via dai boschi, oltre a costituire un danno per il paesaggio, hanno ostruito dighe, fiumi e laghi, deviando i corsi d’acqua sui centri abitati, colpiti da frane e colate di fango che hanno letteralmente inghiottito case ed industrie.

Nel Friuli, si registrano danni solo alle strutture pubbliche per oltre 500 milioni di euro, senza contare i danni alle coltivazioni ed alle industrie locali, letteralmente messe in ginocchio. Anche qui, i danni del maltempo hanno danneggiato gravemente l’intera regione.

Nel centro Italia, i danni più gravi si registrano nel Lazio, martoriato per giorni da poche ma intense perturbazioni  inaugurate, circa due settimane fa, da una potente grandinata che ha colpito la Capitale producendo le emblematiche immagini dei blocchi di ghiaccio che tengono ostaggio una macchina, la quale fino a qualche minuto prima stava regolarmente circolando. Nelle ore successive, le scuole sono state chiuse per due giorni con un’ordinanza straordinaria della Sindaca Raggi, la quale, in accordo con la Protezione Civile, ha innalzato l’allerta a codice Arancione. Di li a qualche ora, migliaia di alberi sono caduti danneggiando le auto in sosta e ferendo passanti. Gravissime le ripercussioni sul trasporto pubblico locale.

Anche a Terracina, sul Litorale Laziale, sono stati registrati danni Gravissimi. In pochi minuti, un intero quartiere e’ stato devastato dalla caduta di alberi e dalla ottura di tetti e facciate dei palazzi. In questo breve ma emblematico video, sono visibili tutti i danni ed il terrore degli abitanti.

Non da meno sono stati i danni registrati in Sicilia, dove, solo nelle ultime ore, sono stati registrati più di 12 morti. Il danno peggiore e’ stato riscontrato a ridosso di un ponte Autostradale, sotto il quale, abusivamente, erano state costruite delle ville nel letto di un fiume inattivo da decenni. A Casteldaccia, si piangono anche due vittime in tenera eta’ strappate alla vita da una violenta colata di fango che ha letteralmente inghiottito la loro abitazione.

Ultima ma non per importanza, la Sardegna, dove a Carloforte e’ stata registrata una vittima, una turista colpita da un fulmine. Altrettanti pero’ sono i danni ad infrastrutture ed imprese, le quali registrano danni e distruzione per milioni di euro.

Triste e’ anche il bilancio delle vittime che salgono a 32 solo nell’ultima settimana e 37 negli ultimi 30 giorni. I dati sono riassunti in questa accurata immagine, realizzata dal portale Meteorologico “MeteoWeb”.

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Curiosità

Terremoto di 4.2 a Rimini, il punto della situazione

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Una forte scossa di terremoto è stata avvertita alle 13.48 in Emilia Romagna. La magnitudo definitiva comunicata dai tecnici dell’Ingv è di 4.2 mentre, invece, la profondità sarebbe di circa 43km. L’epicentro del sisma è stato localizzato ad appena 4km da Santarcangelo di Romagna, nel Riminese. La scossa è durata molti secondi e ha destato forte preoccupazione. A Rimini la gente ha riferito di aver sentito un boato in concomitanza della scossa. Brevemente sospesa la circolazione ferroviaria locale.

Secondo i tecnici dell’INGV seguiranno repliche.

[Aggiornamento 15.30-18/11/18]

La Protezione Civile, al lavoro, non avrebbe riscontrato danni a cose o persone sul territorio.

 

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Ambulanza connessa: la diretta mezzo-centrale con la 5G

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Di progressi tecnologici ne abbiamo visti moltissimi, ma quello che vi stiamo per raccontare, senza dubbio, nell’ambito del soccorso potrebbe essere uno dei più grandi. A Milano, Vodafone, Croce Rossa Italiana ed AREU hanno avviato la sperimentazione di sistemi di telemedicina grazie ad apparecchi all’avanguardia presenti su un mezzo dimostrativo, dentro al quale veniva simulato un soccorso.

Il medico, connesso dalla centrale, aveva piena visione del paziente e poteva, oltretutto, monitorarne i parametri in tempo reale per effettuare una diagnosi maggiormente accurata ed attivare protocolli più adatti alla tipologia di intervento ed alla gravità del suo paziente. Nella simulazione, un medico del San Raffaele, era connesso in videochiamata con l’equipaggio dell’ambulanza e stava chiedendo maggiori informazioni per analizzare più correttamente il paziente.

In un’emergenza reale, questa tipologia di contatto ed interazione tra ambulanza e centrale e tra ambulanza e pronto soccorso, può fare la differenza in termini di tempestività, ideale per risparmiare, ad esempio, quei pochi minuti che servono a preparare una sala rossa all’arrivo di un nuovo paziente.

(GUARDA IL VIDEO)

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